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La fase di emergenza


GLI INTERVENTI PER LA RIAPERTURA DELLE STRADE STATALI COLPITE


LA PRIMA SCOSSA DEL 24 AGOSTO 2016
Nei minuti successivi al primo terremoto, nella notte del 24 agosto, le squadre Anas sono state immediatamente inviate in ricognizione sulla rete stradale di competenza nell’area interessata dal sisma, hanno accertato i primi danni ed avviato gli interventi per garantire la circolazione sulle strade colpite.

In quei giorni sono stati impegnati complessivamente circa 100 tra cantonieri, tecnici, personale delle sale operative e di coordinamento, con oltre 40 mezzi tra Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, per garantire la transitabilità e la sicurezza della circolazione. Uomini e mezzi Anas sono stati inoltre impiegati in attività di protezione civile in coordinamento con la Dicomac (Direzione di comando e controllo).

In particolare, la strada statale 4 “Salaria” ha riportato danni in molti punti del tracciato tra le province di Rieti e Ascoli Piceno, soprattutto in corrispondenza dei viadotti. Grazie ai numerosi interventi di emergenza eseguiti ininterrottamente fin dalle prime ore, l’arteria è rimasta in questa fase sempre transitabile ai mezzi di soccorso e presidiata 24 ore su 24 dal personale Anas, che ha effettuato continue verifiche tecniche sui viadotti anche con l’ausilio di un By Bridge per le ispezioni al di sotto degli impalcati, garantendo il transito dei soccorsi verso Amatrice e le altre zone colpite.

La strada statale 685 “delle Tre Valli Umbre” era stata interessata dalla caduta di massi in vari punti soprattutto nel tratto tra Serravalle e Borgo Cerreto (Perugia) e da danni diffusi al piano viabile tra il bivio per Castelluccio di Norcia (PG) e Arquata del Tronto (AP). Per consentire la riapertura al transito era necessario riparare i danni ma anche ispezionare le pendici per rimuovere il materiale roccioso pericolante che continuava a cadere, sollecitato dalle continue scosse.

Il 2 settembre, a soli 9 giorni dal sisma, la SS685 “delle Tre Valli Umbre” era completamente riaperta al traffico e l’itinerario Spoleto-Norcia-Ascoli Piceno era pertanto interamente percorribile.

Gli interventi di ripristino hanno richiesto un impegno di circa 1,3 milioni di euro sul tratto umbro e circa 770mila euro sul tratto marchigiano (rimasto in questa fase sempre percorribile) e hanno riguardato, in particolare: la riparazione del corpo stradale sconnesso in prossimità di alcuni viadotti; il ripristino della volta di una galleria; il ripristino di una galleria paramassi e di altre opere di protezione delle carreggiata (reti e barriere paramassi); il consolidamento e la bonifica delle pareti rocciose, anche con l’impiego di rocciatori.


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LA SCOSSA DEL 30 OTTOBRE 2016
Il 26 ottobre una forte scossa ha fatto temere nuovi danni e nuove chiusure ma le opere di protezione installate e gli interventi effettuati dalle settimane precedenti (alcuni ancora in corso in quei giorni) hanno consentito di contenere i massi che continuavano a cadere. Le ricognizioni effettuate dal personale Anas hanno accertato la percorribilità dell’intera rete stradale in gestione.

Ma il 30 ottobre una nuova devastante scossa di magnitudo 6,5 - la più forte dall’inizio dello sciame sismico - ha sconvolto le stesse zone già duramente provate, facendo registrare i danni più gravi. Oltre ai crolli di numerosi edifici e centri storici, il terremoto ha sconvolto l’assetto idrogeologico dell’area: tra le altre cose è riaffiorato il fiume Torbidone scomparso da 50 anni, è stato deviato il corso del fiume Nera, il livello del suolo si è abbassato fino a 70 cm e si è formata una lunga spaccatura sul monte Vettore. I gravi danni non hanno ovviamente risparmiato le infrastrutture stradali che attraversano quel territorio. Da questo momento Anas ha impegnato complessivamente 182 uomini e 92 mezzi.

Sulla strada statale 4 “Via Salaria” il transito è stato interamente ripristinato in poche ore tra le province di Rieti e Ascoli Piceno, con circolazione regolata a senso unico alternato in vari tratti, per permettere la prosecuzione delle verifiche tecniche e il completamento dei numerosi interventi di ripristino in corso.

Nel tratto marchigiano della Salaria, a Pescara del Tronto, le barriere di container preventivamente installate da Anas all’inizio di ottobre hanno contenuto integralmente una enorme quantità di materiale franato a causa della scossa, consentendo di salvare la strada e riaprire in modo tempestivo. Il tratto è rimasto monitorato h24 dal personale Anas con l'ausilio dei sensori installati dalla Regione.

Complessivamente Anas ha eseguito interventi in regime di urgenza per garantire la percorribilità della Salaria per oltre 1 milione di euro tra Lazio (300mila) e Marche (oltre 700mila).

Sulla strada statale 685 “delle Tre Valli Umbre” la montagna ha riversato invece tonnellate di massi in vari punti del tracciato tra Norcia e Spoleto. La pioggia di pietra ha obbligato i tecnici Anas a chiudere immediatamente la strada per garantire l’incolumità delle persone.

Il giorno stesso sono iniziati nuovi lavori in regime di urgenza: Anas ha incaricato cinque imprese specializzate impiegando circa 50 persone tra tecnici, rocciatori e operatori in aggiunta al personale già impiegato da settimane. I lavori - eseguiti con costante monitoraggio preventivo della caduta massi - hanno riguardato lo svuotamento e il ripristino delle reti paramassi esistenti, l’ispezione del versante e la verifica della stabilità delle pendici rocciose, la rimozione dei volumi rocciosi pericolanti e l'installazione di nuove opere di protezione della carreggiata. Il montaggio di una nuova barriera paramassi lunga circa 70 metri ha richiesto anche l’intervento di elicotteri per trasportare in quota il materiale necessario.

L’importo complessivo dei lavori ha raggiunto 1,2 milioni di euro.

Per tutta la durata dei lavori, gli operatori Anas hanno scortato le colonne mobili e i mezzi pesanti che trasportavano materiali necessari ai soccorritori e per l’allestimento dei campi. Il 24 novembre - dopo 25 giorni ininterrotti di lavoro - il collegamento tra Spoleto e Norcia – aperto solo ai mezzi di soccorso – è stato ripristinato per la viabilità civile.


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LE SCOSSE DEL 18 GENNAIO 2017 E L’EMERGENZA NEVE
Il 18 gennaio 2017, nel giro di poche ore, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria sono nuovamente interessate da una serie di forti scosse con epicentro nella stessa zona del terremoto del 24 agosto 2016. La prima, di 5.1 gradi della scala Richter, viene avvertita intorno alle 10.25. Una seconda, ancora più forte, viene registrata meno di un’ora dopo con magnitudo 5.5. Una terza scossa, magnitudo 5.4 fa tremare la terra alle 11:26, seguita alle 14:34 da una quarta con intensità di 5.1.

Nel pomeriggio una serie di scosse minori (di magnitudo superiori a 4 e 3) hanno continuato a farsi sentire in tutto il centro Italia, fino in Toscana ed Emilia Romagna. La scia del terremoto è avvertita distintamente anche a Teramo e ad Avezzano, in Abruzzo: gli stessi luoghi che in quei giorni sono in piena emergenza meteo, causando situazioni critiche e gravi disagi alla popolazione. Le precipitazioni sono state molto elevate, con nevicate molto intense che hanno, tra l’altro, provocato una slavina che ha investito l’Hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, alle falde del Gran Sasso.

Per fronteggiare questa grave situazione, Anas ha disposto un imponente dispiegamento di uomini e mezzi che hanno operato ininterrottamente per tutta la durata dell’emergenza, evitando consistenti blocchi lungo le arterie interessate.

Mezzi e uomini Anas sono stati impiegati inoltre - su richiesta delle Prefetture e dei comuni - anche al di fuori della propria rete di competenza, su oltre 600 km di strade di altri enti (province/comuni) in soccorso di frazioni rimaste isolate, mettendo in sicurezza migliaia di cittadini abruzzesi sull'intero territorio regionale.

Sulla rete stradale in gestione Anas, in particolare, hanno operato ininterrottamente 200 uomini con 140 mezzi spazzaneve per una media di 1 mezzo ogni 7 km e con punte di 1 mezzo ogni 4 km nei tratti montani.

Sono state inoltre impiegate 18 turbine, di cui 9 intervenute dai compartimenti delle regioni limitrofe. Le turbine sono state utilizzate in massima parte per interventi di riapertura di strade di competenza comunale e provinciale o di altri gestori, anche in attività di soccorso e protezione civile.

Le uniche interruzioni sulla rete in gestione hanno riguardato la strada statale 80 “del Gran Sasso d’Italia”, a causa del rischio valanghe e del conseguente obbligo di interrompere le operazioni sgombraneve, e la strada statale 5 “Tiburtina Valeria” dove è rimasto temporaneamente chiuso il tratto di valico ma nessuna zona è rimasta isolata.


DANNI STRUTTURALI, VERIFICHE TECNICHE E RILIEVI GEOLOGICI
Tra Norcia e Arquata del Tronto invece il sisma del 30 ottobre ha gravemente danneggiato la struttura della galleria “San Benedetto” , in corrispondenza del confine regionale, oltre a 8 viadotti e 9 gallerie sul tratto marchigiano, rendendo necessaria la chiusura al transito a tutti i veicoli per garantire l’incolumità delle persone (unico tratto chiuso tra le strade in gestione Anas).

L’entità dei danni, che interessano le strutture portanti delle opere, non consentiva in questo tratto un intervento in regime di emergenza per riaprire al traffico la strada in tempi brevi, essendo invece necessari approfonditi rilievi tecnici e geologici nonché una fase di progettazione dei lavori adeguata alla complessità del caso.

Immediatamente sono quindi iniziate le verifiche tecniche/geologiche, le indagini e i rilievi necessari ad avviare la progettazione dei lavori di consolidamento, risanamento e parziale ricostruzione delle opere danneggiate, attività indispensabili per la riapertura.

Rilievi tecnici e indagini geologiche hanno riguardato al contempo tutto il resto della rete Anas interessata dal sisma.