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Focus itinerari


Il collegamento Marche-Umbria tramite la Sp 209 della Valnerina


La SP 209 della Valnerina realizza il collegamento tra le Regioni Marche e Umbria, unendo i Comuni di Visso, Ussita e Castel Sant’Angelo del Maceratese al Comune di Spoleto nel Perugino.

Il 17 ottobre 2017 la SP 209 è stata riaperta al traffico in modalità provvisoria. I lavori, avviati il 17 agosto 2017, dopo una complessa attività di indagini geologiche, rilievi tecnici e progettazione, hanno infatti consentito di mettere in sicurezza il versante roccioso ed avviare la ricostruzione del tratto interessato. Le attività, per un investimento complessivo di oltre 10 milioni di euro, hanno riguardato la realizzazione della pista provvisoria, la bonifica dell’intero versante e il disgaggio dei massi pericolanti, la demolizione della galleria artificiale, la realizzazione di ulteriori barriere paramassi e la realizzazione di un alveo provvisorio sul quale è stato temporaneamente spostato il fiume Nera per consentire la sistemazione dell’alveo definitivo nonché il completamento dei lavori.

Progettista: Ing. Marco Mancina; RUP: Ing. Paolo Testaguzza; DL: Ing. Federico Pasquini, Geom. Rocco D’Angelo.

Dal 15 gennaio sono state avviate le operazioni di spostamento definitivo del fiume Nera, nel comune di Visso. Per consentire gli interventi è temporaneamente sospeso il transito nelle fasce orarie consentite. Il completamento di questa fase dei lavori è previsto entro il 31 gennaio.

Controlla le modalità del transito nell’area news.


La cronistoria

A seguito degli eventi sismici del mese di agosto e ottobre del 2016, la vallata nella quale ha sede la provinciale è stata fortemente segnata da una frequenza considerevole di crolli indotti. In particolare, tra i km 62 e 66.5 la SP 209 è stata danneggiata da numerosi distacchi di massi di rilevanti dimensioni mentre al km 65.8 è stata interrotta da un imponente dissesto che ha occluso la valle causando la formazione di un bacino lacustre in direzione di Visso.

Controlla le modalità del transito nell’ Con l’evento sismico di ottobre, infatti, sulla scarpata in sinistra idrografica del Nera, nell'alveo naturale del Fiume medesimo, e sul piano stradale si sono accumulati circa 60.000 mc di materiale di crollo proveniente dal massiccio sovrastante.

Nell’ambito del Piano Sisma è stato previsto un intervento di ripristino della viabilità provinciale articolato in due fasi: la prima per realizzare un collegamento provvisorio in tempi contenuti; la seconda per la completa ricostruzione e messa in sicurezza della viabilità. L’investimento complessivo è di 15 milioni di euro.

Con l’approvazione dell’attuazione del Piano, il 20/03/2017, il Soggetto Attuatore Anas è stato delegato dalla Provincia di Macerata alla realizzazione degli interventi.

Considerata l’importanza che il collegamento viario inter-regionale riveste per la vita sociale ed il tessuto economico del territorio, il Soggetto Attuatore ha deciso di redigere internamente la progettazione degli interventi di ripristino provvisorio di prima fase ed ha subito attivato un tavolo tecnico con i Comuni di Visso, Ussita e Castel Sant’Angelo sul Nera, la Provincia di Macerata e la Regione Marche per concertare obiettivi e metodi di risoluzione delle criticità.

L’obiettivo concordato è stato di riaprire la strada in via provvisoria, sotto monitoraggio ed in fasce orarie limitate, entro fine settembre 2017, in tempo utile a facilitare lo svolgimento dell’anno scolastico 2017/2018 garantendo agli studenti una più agevole raggiungibilità delle scuole.

Si tratta di un obiettivo sfidante che richiede il forte impegno di tutte le Amministrazioni presenti al tavolo, viste le forti criticità legate a lunghi tratti soggetti a pericolo di caduta massi e ad una frana di oltre 60.000 mc che è scesa dal versante riempiendo il fiume Nera per oltre 14 metri, causando una deviazione del corso del fiume e creando un lago.


Le Criticità

Primo elemento di criticità sono i rilevanti fenomeni di caduta massi che, a tratti saltuari, interessano oltre 4,5 km di strada provinciale.

La zona infatti ha storicamente evidenziato gravi problemi di instabilità di questo tipo come si evince dalla cartografia dell’ISPRA. Tale naturale propensione al dissesto è stata fortemente amplificata dagli eventi sismici del 2016 e dagli sciami che di seguito si sono manifestati nell’area.

Altro elemento di criticità eccezionale è il crollo, dal massiccio sovrastante il tratto di provinciale all’uscita della galleria che da Saccovescio porta a Visso, di circa 60.000 mc di materiale lapideo.

Il crollo ha interessato il massiccio in sinistra idrografica del Nera ed ha accumulato il materiale per circa 130 m di lunghezza e 150 m di estensione ricoprendo un’area di circa 18.000 mq e sversando il materiale in maniera crescente da monte verso valle. In pratica, l’accumulo di materiale ha interessato per la maggior parte la parte bassa della sezione occludendo l’intero alveo naturale del Fiume Nera con spessori prossimi ai 15.0 m di materiale fino a ricoprire la sede stradale.

Sulla sede stradale sono stati calcolati spessori massimi dell’ordine dei 5.0 m e spessori medi di circa 3.0 m per un tratto di circa 80 m di lunghezza. La strada, verso Visso, è stata inoltre ricoperta da un bacino lacustre formatosi a causa dell’occlusione del deflusso naturale del Nera che, nel tratto a monte della frana, ha alzato il suo livello prima di scorrere in subalveo e trovare sfogo verso valle anche, parzialmente, sulla sede stradale.

Il medesimo dissesto ha comportato la rottura del ponte che precede l’imbocco della galleria in direzione Saccovescio introducendo un ulteriore elemento di criticità di cui si dovrà comunque tenere conto nel cronoprogramma lavori poiché si sovrappone alle tempistiche dettate dal progetto di rimozione che, a partire da una determinata fase, conta sull’apertura del ponte per dar sfogo al trasporto dei materiali verso valle.

Tra la frana ed il ponte, effettivamente, la strada è stata interessata dal crollo di blocchi di roccia fino ad 1 mc che hanno compromesso la statica del ponte e distrutto la sede stradale ove, attualmente, ha trovato sfogo il Nera prima di ritrovare il suo corso naturale stramazzando direttamente dal ponte al suo alveo originale.


Gli interventi

Per risolvere queste criticità, in una prima fase sono stati previsti due distinti interventi. Il primo è relativo alla caduta massi tra i km 62,000 e 66,500 ed è stato articolato in tre lotti al fine di accelerarne il completamento tramite il contemporaneo impegno di più imprese. Il secondo intervento riguarda invece il complesso ripristino provvisorio della strada per il superamento della frana al km 65,800.

Il 19/05/2017 si sono tenute le Conferenze dei Servizi e il 15/06/2017 il Soggetto Attuatore ha emesso le determine di chiusura delle Conferenze, preso atto dei pareri acquisiti e concordando con il Dipartimento della Protezione Civile l'utilizzo di specifiche deroghe anche in ordine a temi ambientali per superare la mancata espressione di alcuni Enti competenti.

Tutti gli interventi sono stati appaltati e i lavori avviati il 17/08/2017.


La messa in sicurezza dei versanti

Sui versanti, si prevede di realizzare estesi disgaggi dei fronti instabili, interventi di rafforzamento corticale degli ammassi - tramite reti e chiodature, installazione di sistemi di difesa passiva della strada quali reti paramassi o valli in terra - nonché ripristini del corpo stradale. Gli interventi sono articolati in tre lotti per tre diverse tratte che si estendono su circa 4,5 km di strada. L’importo complessivo dell’investimento è di circa 11 milioni di euro.


La Frana

Per conseguire il ripristino della viabilità nel tratto interessato dalla frana sono state studiate diverse soluzioni tra cui quella di scavalcare l’accumulo di frana con una nuova strada permettendo lo scorrere del Nera all’interno di uno scatolare appositamente posto all’interno dell’attuale accumulo. Tale soluzione è stata scartata a seguito dei rilievi e dei calcoli idraulici che hanno invece indirizzato il gruppo di progettazione verso un differente approccio, quello della integrale rimozione del materiale di accumulo e di ripristino della viabilità sul sedime originale della SP209.

Dai rilievi eseguiti e dal confronto con lo stato precedente alla frana, è stato possibile accertare che la soluzione più sicura e vantaggiosa è quella che prevede la rimozione di tutto il materiale ed il ripristino sia della strada sia dell’alveo del Nera nelle loro sedi originali.

A tal fine sono state sviluppate una serie di fasi progettuali che consentono la completa rimozione in sicurezza dei circa 60.000 mc di materiale lapideo. Pur nella sua complessità a causa della difficile logistica, è possibile suddividere il progetto in tre macrofasi:

  • Macrofase A: in questa fase, della durata stimata di circa 5 settimane, si provvederà ad una serie di lavorazioni tese a consentire, da un lato l’apertura di una viabilità provvisoria per i mezzi di cantiere e per le necessarie ed improrogabili necessità di passaggio da e per le scuole e, dall’altro, a permettere il deflusso del Fiume Nera che sarà regimentato in un alveo provvisorio in destra idraulica sul lato Nord della SP 209.
  • Macrofase B: in questa fase, della durata complessiva di circa 3.5 mesi, si procederà alla rimozione vera e propria di tutti i materiali di accumulo della frana. Sarà pertanto necessario realizzare una pista sul lato Sud per raggiungere una quota sufficiente all’arrocco dei mezzi di cantiere e a garantire il carico dei materiali e l’operatività dei mezzi di scavo. Come ipotesi fondamentale per la movimentazione dei materiali, a partire da questa fase, il ponte all’imbocco della galleria dovrà essere transitabile e pertanto i materiali potranno essere trasportati verso Vesciovecchio. Le modalità di raggiungimento e di rimozione previste sono state distinte in sottofasi, ciascuna delle quali prevede la realizzazione di un’opportuna piazzola di sosta dei camion e per il carico degli stessi.
  • Macrofase C: questa fase, che avrà durata stimata in circa 1 mese, durante la quale si procederà a realizzare tutte le opere di finitura della sede stradale e di restituzione del Fiume nel suo alveo, comprenderà la definitiva rivegetazione delle aree oggetto di intervento (pista di arrocco) e il completamento dell’intervento di protezione tramite barriere di ritenuta sul versante.

La riapertura provvisoria della strada a ottobre 2017, ancorché limitata a ridotte fasce orarie e sotto continuo monitoraggio, ha rappresentato un obiettivo verso cui sono stati diretti tutti gli sforzi tecnici ed amministrativi possibili. Al contempo proseguono gli interventi per completare la ricostruzione definitiva, che richiederanno altri quattro mesi.

I condizionamenti reciprocamente posti tra frana, corso d’acqua e viabilità che si sovrappongono senza soluzione di continuità in un tratto di valle angusto ed incassato richiederanno necessariamente degli adeguamenti delle lavorazioni alle situazioni che si verranno a realizzare e scoprire con possibili impatti sia sui tempi complessivi di intervento sia su quelli della disponibilità con continuità della strada, specie nella stagione invernale.